Rutelli: ecco la mia scuola per creare amministratori


Francesco Rutelli, lei propone una nuova «Scuola di servizio civile» a Roma. È un velato ritorno alla politica, magari in Campidoglio dove è stato sindaco tra la fine del 1993 e l’inizio del 2001?
«Assolutamente no. Io non mi candiderò a nulla e non parteciperò ad alcuna elezione. Ma penso sia giusto
abbandonare il terreno della lamentela continua su Roma e proporre un salto di qualità. Sia nel livello politicoamministrativo che in quello tecnico-amministrativo e gestionale. Di qui l’idea di una scuola che, attraverso uno specifico canale formativo del tutto originale, possa mettere nelle condizioni professioniste e professionisti di accostarsi alla futura gestione della cosa pubblica armati delle dovute conoscenze».

Sarà una scuola di partito, magari dei progressisti?
«No. Qui siamo nel campo del non profit, perché lancio il progetto a titolo di volontariato civile, e del non partisan. Sarà una scuola della durata di un anno con un attestato finale, che offrirà conoscenze in molti campi, tutti necessari alla gestione della cosa pubblica: storia della città, urbanistica, i
flussi del traffico e il problema dell’immondizia, i problemi legati alla
burocrazia».

Chi vi sostiene economicamente?
«Ci sarà un comitato scientifico, che vigilerà sui programmi e la scelta dei
docenti, e un comitato organizzativo. Stiamo cercando una sede, magari da
condividere con altre istituzioni culturali. Aspettiamo sia idee per i programmi che possibili erogazioni liberali di chi dovesse credere nel progetto. Abbiamo due indirizzi, segreteria.rutelli@gmail.com e segreteria@scuolaserviziocivico.
it».

Nomi di docenti?
«Ancora non ne faccio, ma assicuro di aver avuto il sì convintissimo di uomini e donne di eccellente livello. Entro Natale ci sarà una prima riunione, all’inizio di gennaio 2020 il lancio definitivo con la prospettiva
di cominciare i corsi per il marzo successivo».

Sarà utile solo per Roma?
E perché non ha mai nominato la sindaca Raggi?

«La complessità di Roma prepara a qualsiasi impegno.
Virginia Raggi? Per scelta, guardiamo al di fuori delle contese politiche».

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