Scuola d’eccellenza per governare Roma: la scossa anti-declino


Il progetto di Rutelli fuori dai giochi di partito: “Garantire la competenza con corsi e attestati”

Nel 1817, durante un soggiorno a Roma, Stendhal annotò: «Mai uno sforzo, mai un po’ d’energia, niente che vada di fretta». Non è sempre vero. C’è la fretta, oggi, di reagire contro l’indifferenza, contro la lagna, contro il declino. Puntando sulla conoscenza. Formando eccellenze. Non fu Quintino Sella, appena l’Italia ebbe la sua Capitale, a dire che Roma sarebbe dovuta diventare, in ossequio al suo passato e in vista del suo futuro, il centro dei saperi? Francesco Rutelli non cita il grande statista ottocentesco – mentre illustra la sua idea anti-declino e pro-orgoglio di Roma – ma sembra partire proprio da lì quando dice: «Per far funzionare la Capitale serve conoscere i meccanismi, le leggi che la regolano, le procedure che la muovono o che la bloccano, la storia, l’urbanistica, il tessuto economico, la vocazione tecnologica e tutto ciò su cui si basano le chance di una grande metropoli. Non una conoscenza teorica, ma una conoscenza applicata».

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